Quello che rimane #2

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80 x 80 cm, sedimentazione salina su vetro, 2018

Per 30 giorni ho versato giornalmente la stessa quantità di soluzione salina satura al centro di un quadrato di vetro nero, ripetendo l’azione ogni volta che questa evaporava, e ho atteso che fosse la sedimentazione del sale a definire i confini dello spazio occupato dall’elemento liquido. Pur riducendo al minimo le variabili del gesto ripetuto, il risultato non è mai prevedibile. I confini sembrano netti in quanto determinati da materia solida, ma si rivelano dei frattali, seguono le regole delle geometrie naturali.